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2° giorno di lavoro : lunedì 29 gennaio 2013 ore 9-18

attività : in accordo con le finalità/identità del

  • macro-sistema IL DONO nei suoi valori FAR EMERGERE LA RETE COLLABORATIVA,

DESIGN PER LA CONDIVISIONE

  • e del sistema PENELOPE

nei suoi valori FARSI ONORE,

DESIGN DEI PRODOTTI E SERVIZI COME PROGETTAZIONE PARTECIPATA PER LA CRESCITA DEL TERRITORIO

elaborare il manifesto dei valori e le regole del gioco per i tre nodi/organi di Penelope

 agenzia per lo sviluppo dell’impresa civile con strategie di Design per i Sistemi:

BANCA DELLE RICERCHE / capitale i progetti

INCUBATORE PER IL DESIGN / capitale le buone prassi

BANCA DELLE ESPERIENZE / capitale le persone.

Il progetto del macro-sistema e del nodo Penelope sviluppati nel corso di Analisi dei Sistemi A.A. 2011-12 dal primo anno del biennio specialistico in Design dei Sistemi dell’ISIAROMADESIGN sono approfonditi nel secondo giorno di attività del workshop con la finalità di far acquisire al nuovo gruppo di studenti maggiori affinità con :

  • le prassi di pensiero metodologico che hanno portato alla definizione del macro-sistema IL DONO, in analisi la MAPPA DEL TERRITORIO;
  • i macro-obiettivi valoriali costituenti ‘emergenza’ del sistema PENELOPE , elaborate attraverso la metodica del RACCONTO VISIVO (day 3)

Il gruppo di lavoro per l’Incubatore per il Design è composto da 9 studenti del 1° anno  frequentanti nell’A.A. 2012.13 il corso di Analisi dei Sistemi del biennio specialistico in Design dei Sistemi dell’ISIAROMADESIGN, coadiuvati dal tutor Francesca Mungiguerra e dal conduttore della ricerca e docente del corso prof. Veneranda Carrino :

  • Cecilia Fabretti, Annabella Guadagni, Marika Ikeda, Jessica Massinelli per il gruppo struttura dell’ Incubatore per il Design / nodo del sistema Penelope;
  • Gioia Abballe, Francesco Lo Parco, Raissa Trinci, Maria Teresa Emmolo, Anna Rosza per il gruppo immagine dell’Incubatore per il Design / nodo del sistema Penelope.

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  • al lavoro sullo Statuto di Penelope :: come manifesto dei Valori e come Regole del gioco

Studio, analisi e sintesi tramite scrittura di post-it di parole notevoli e concetti chiave come valori che possono costituire il Manifesto dei valori (gruppo immagine) e come azioni che individuano le Regole del gioco (gruppo struttura) per l’ Incubatore per il Design.

Ogni persona declina individualmente e poi seleziona attraverso il dialogo nel gruppo, il senso delle parole individuate nel fascicolo del racconto visivo elaborato nel workshop 2012, cercando di far emergere le finalità (valori) e gli obiettivi (azioni) utili a definire le qualità sia in termini simbolici di narrazioni per il Manifesto dei valori, sia in termini di dinamiche relazionali per le Regole del gioco.

note sulle Regole del gioco dal brainstorming del gruppo struttura 

  • prima regola > alimentare i flussi nel sistema Penelope:

L’Incubatore per il design è il cuore nodale, centro propulsivo nel sistema Penelope attinge sia ai concepts della Banca delle Ricerche, sia alle risorse umane della Banca delle Esperienze. L’Incubatore è vitale se si possono attivare dei flussi di scambio anche in uscita con gli altri due organi dell’Agenzia Penelope. Nell’Incubatore in fase di progettazione si producono spesso molte varianti idee anche in stato avanzato di definizione che non sono portate avanti poiché per quel specifico contesto non utili in quel momento, queste divengono capitale per la Banca delle Ricerche per successivi ulteriori sviluppi. Si alimenta infine la Banca delle Esperienze poiché le persone che hanno lavorato ad una ricerca nell’Incubatore hanno ora esperito un ulteriore skill sulle capacità gestionali in condivisone.

  • seconda regola > condividere il progetto:

L’Incubatore per il Design è uno spazio ibrido, non appartiene solo ai designers o solo all’impresa, è un luogo soglia tra queste due culture per poter far progetto insieme, non solo nelle scelte ma anche nelle fasi creative. L’azienda non è un esterno ma un attore, coinvolto attivamente nel far progetto. Il designer non opera solo nella fase di definizione ma è coinvolto nella gestione del prima e del dopo del far prodotto. Entrambi i soggetti operano nell’intero ciclo di vita del prodotto.

  • terza regola > implementare le metodiche:

Accrescere il capitale delle buone prassi con pratica attiva nella progettazione/ideazione delle metodiche, anche come didattica delle stesse vagliandone la qualità proprio nella prassi operativa. Si richiede che la pratica del progetto sia una logica di procedimenti ri-percorribili, aperti e versatili.

note sul Manifesto dei Valori dal brainstorming del gruppo immagine

  • il capitale dell’Incubatore per il Design si arricchisce e può crescere se si attivano interazioni se emerge condivisione;
  • scopo dell’Incubatore per il Design non è solo l’indice/repertorio delle metodologie operative, mission dell’Incubatore è far crescere il capitale delle Buone Prassi progettuali in ottica sistemica, con l’adozione di quello che a tutti gli effetti si profila come un centro ricerche e sviluppo tecnologico da parte delle aziende per definizione di nuovi prodotti e con la promozione di ambiti tematici per il know-tecnico come nuovi campi applicativi per processi o materiali;
  • ambiti tematici del capitale Buone prassi progettuali in ottica sistemica: innovazione per il ben-essere economico nel territorio, con trasmissioni di saperi e competenze ;
  • qualità del capitale Buone prassi progettuali in ottica sistemica: pratiche che nell’approccio metodologico allo sviluppo di prodotti e servizi sono in grado di generare valori di bene-relazionale nel sociale;
  • L’Incubatore per il Design vuole porsi come un connettore di elementi eterogenei tra impresa/designers/territorio per una economia “non mia, ma nostra”, cioè condivisa e relazionale;
  • l’Incubatore per il Design è anche patrimonio di esperienze e di ricerche ma con un rapporto: le persone e le ricerche al 20% e le prassi operative progettuali all’80%;
  • L’incubatore per il Design è un nodo di un sistema che si completa nei flussi di scambio con la Banca delle Ricerche e con la Banca delle Esperienze;
  • si vogliono favorire al massimo, progettandone facilitazioni per attivazione: scambi e sinergie nel sistema Penelope;
  • si ritiene che le idee e le prassi di cui le ricerche sono portatrici possono crescere e realizzarsi solo nei limiti dell’accettazione da parte della collettività: il valore primario risiede nelle interazioni.

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