3° giorno di lavoro / 3rd day :  giovedì 09 febbraio 2012 ore 9-18

80 immagini evocative come racconto visivo delle parole afferenti i seguenti termini

condividere / share / mettere in comune / commune

sottrarre / subtract

rumore / noise

Le fasi di svolgimento del concept sono esplorate con una composizione libera di immagini evocative dove i segni visivi sono ri-composti secondo un nuovo ordine in uno spazio tridimensionale. Si elabora una narrazione temporale ciclica (fase iniziale, fase intermedia, fase finale; nuova fase iniziale, …) per concetti ancora metaforici ma plausibili obiettivi di progetto, relativi alla condivisione come… contesti/luoghi .

Il gruppo di lavoro è composto da 5 studenti del 1° anno del corso biennale in Design dei Sistemi dell’ISIAROMADESIGN: Fulvio Castelli, Alessandra Chiavaro, Chiara De Donatis, Nicolò Merendino, Francesco Teutonico, dal docente del corso di Analisi dei Sistemi prof. Veneranda Carrino, dal tutor designer Antonello Lipori e dal cultore della materia designer Francesca Mungiguerra.

Il concept relativo ad uno spazio fisico e on-line per la condivisione, ovvero ad un ambiente dedito alla formazione e interazione della comunità elettiva, prevede come emerso dalla fase di brainstorming lo sviluppo nelle seguenti tre fasi, qui sintetizzate in brevi frasi :

fase iniziale // di RICHIAMO/ATTRAZIONE

fase centrale // di MANIPOLAZIONE DEL LUOGO SULL’UTENTE E DELL’UTENTE SUL LUOGO

fase finale // di CONSOLIDAMENTO DI CIO’ CHE E’ AVVENUTO ALL’INTERNO DEL LUOGO E SUA MEMORIA

Nel sistema “Il DONO # far emergere la rete collaborativa” è lo sviluppo di un:

Set B // ambiente 4Dsocial :: luogo per la comunità elettiva volto alla condivisione.

Quale nome dare alle tre fasi salienti di svolgimento del concepts?

Qual’è il momento nodale durante l’attuazione di ogni fase?

Quali immagini possono come suggestione esprimere le qualità di ogni fase?  

Cosa accade?

 

premessa/sintesi # brainstorming / pannello>> ” soglia per accedere ”   “soglia per uscire”   “arredi e spazi ri-configurabili ”  ” l’entrata al luogo della condivisione è un processo che predispone al cambiamento relazionale”   “il luogo della condivisione plasma le persone”  ”la sua configurazione iniziale spiazza e stimola all’interazione con l’altro”  ”l’uscita dal luogo della condivisione è un processo che restituisce valore ad una memoria collettiva di buone prassi“ 

fase iniziale // di attrazione e richiamo come…  pone le basi per predisporre al cambiamento

fase centrale // di interazione reciproca come… sollecitazione attiva ad una modifica in funzione del co-operare

fase finale // di riflessione come… consapevolezza della acquisita capacità relazionale e sua memoria 

qualità degli arredi e degli spazi che definiscono il luogo della condivisione ::

  • sono strumenti manipolabili e modificabili che assumo nuove prestazioni in fase di aggregazione
  • sono contenitori di memoria, sono “sensibili” e attivi in fase di ascolto, dialogo, interpretazione e proposizione
  • sono percorsi che hanno l’identità fisica e il ruolo di transizione come accesso e uscita

segni visivi :

  • icone  elementi mobili  elementi di transizione  (nella fase iniziale) 
  • microfoni/altoparlanti   elementi opponenti   elementi ambigui   elementi incerti  (nella fase centrale)
  • occhi chiusi  elementi di sosta  elementi di testimonianza (nella fase finale)


nicolò # brainstorming / scatola >> ” gli arredi e gli spazi assumono il ruolo di mediatori ”  

fase iniziale // sollecitare interesse  vi sono elementi di attrazione e richiamo in funzione del ruolo che il luogo svolge di condivisione”  ”potenziali oggetti di interesse che possono far da richiamo come elementi in parte noti ma che mostrano già in nuce cambiamenti derivanti dalla condivisione

fase centrale //  ascolto sensibile accogliere ciò che il singolo mette in comune e visualizzare ciò come parte di un tutto ‘mettere insieme sfocando l’io’ ”  ”insieme di sensori, registra in maniera raffinata ciò che avviene nella stanza, ciò che si mette in comune e le dinamiche di relazione

fase finale // rielaborare come memoria tutti i sensori vengono a definire una sorta di intelligenza collettiva che viene riproposta in maniera non lineare. Non è più la voce del singolo, bensì quella di un’entità che si è venuta costruendo con ciò che accade nella stanza” “voce amplificata di un’entità (la comunità elettiva) che accoglie e restituisce come parte di un tutto più ampio ciò che è avvenuto nelle fasi di condivisione

segni visivi :

  • sedia  (nella facciata fase iniziale)
  • microfoni   (nella facciata fase centrale)
  • altoparlanti  (nella facciata fase finale)

 

chiara # brainstorming / scatola >> ” lo spazio della condivisione favorisce l’incontro con il tuo opposto: se entri strutturato ne esci de-strutturato e viceversa”  

fase iniziale // momento di comunicazione all’esterno :: come il luogo della condivisione coinvolge il suo contesto  le soglie di accesso alla stanza sono mobili, come finestre volanti, possono essere dislocate in più direzioni o anche immateriali” “come bocche emettono dei frammenti di ciò che è accaduto all’interno sono dei richiami di interesse, segnali esterni attrattori

fase centrale //  il procedimento :: cosa accade all’interno del luogo della condivisione  ”incontro con la co-presenza di diversità anche polari ma in dialogica: dallo sfocato al nitido, dalla natura spontanea a quella culturalizzata, è sempre un passaggio biunivoco tra certo e incerto” “il luogo presenta delle ambiguità e le persone sono sollecitate a trovare delle certezze attraverso la condivisone”

fase finale // il cambiamento :: come la persona esce modificato dal luogo della condivisione le modalità del cambiamento sono in funzione dell’arricchimento di una natura/carattere differente,  grazie all’incontro di condivisione con l’altro da sè e alle dinamiche relazionali collettive” ” la parola chiave è ‘e, accanto a..’ e non ‘o, in sostituzione di..’

segni visivi :

  • finestre    lenzuola mosse dal vento/scarpe   (nella facciata fase iniziale)
  • opera di Rauschenberg   tavolo  (nella facciata fase centrale)
  • diagonale dinamica  casa opaca  (nella facciata fase finale)

 

alessandra # brainstorming / scatola >> ” chi esce dal luogo per la condivisione lascia un messaggio come idee che possono ispirare chi sta entrando”  

fase iniziale // entrata l’accesso del nuovo nel gruppo è sottolineato e amplificato” “chi entra crea un cambiamento nella stanza … si è sotto i riflettori e tutti sanno di te, ciò è anche un modo per vincere le proprie timidezze”  ”è una stanza dove passati la soglia ci si catapulta dentro ( img : si cade dall’alto all’interno con uno scivolo), si è pienamente coinvolti

fase centrale //  l’ambiente  ”luogo non ben definito, arredi con una funzione non necessariamente già assegnata”  ”ci sono alberi : un modo per indicare che non c’è contrapposizione tra interno ed esterno, ma anche che nella condivisione non tutto è artefatto umano”  

fase finale // uscita un vaso connette l’ingresso con la fase di staccarsi dal gruppo, si riflette sull’esperienza condivisa, e si lascia qualcosa per chi sta per iniziare” “il vaso è in alto, e le idee cadono a pioggia su chi sta entrando : è un ciclo continuo

segni visivi :

  • porta/manovella microfono/amplificatore scivolo  (nella facciata fase iniziale)
  • alberi  (nella facciata fase centrale)
  • vaso  (nella facciata fase finale)


 

francesco # brainstorming / scatola >> ” consapevolezza in entrata e in uscita per un luogo che richiede un nuovo modo di essere e di relazionarsi”  ”io-noi-io

fase iniziale // accedere :: predisporsi al cambiamento e lasciarsi ispirare si entra attraverso una piccola porta, sorta di inchino come piccolo rituale di sudditanza del singolo ego al noi del luogo”  ”si accede ad un’area bianca di liberazione da ogni  precedente accadimento, sorta di ‘reset’ per predisporsi a ciò che potrà accadere: far spazio al nuovo

fase centrale //  concretizzare nella condivisione obiettivi e finalità comuni ”in un laboratorio dò forma alle idee in condivisone, sperimentando approcci creativi volti al mettere in comune progetti”  

fase finale // uscire :: metabolizzare l’esperienza relazionare e i suoi risultati si entra nuovamente in un’area di transizione e passaggio verso l’esterno, per consolidare l’esperienza

segni visivi :

  • porta/ambiente bianco  (nella facciata fase iniziale)
  • archivio  bacheca  (nella facciata fase centrale)
  • porta/ambiente bianco (nella facciata fase finale)
 

 

fulvio # brainstorming / scatola >> ”osservare e non solo vedere”  ”comprendere e non solo sentire” “assimilare e non solo fare

fase iniziale // ascolto  orecchio aperto” ” la persona che entra in un luogo di condivisione, si sforza di entrare in sintonia con un’attività relazionale

fase centrale //  entro in relazione  ”su un pavimento incerto”  ”è l’idea di stare in piedi fermi e stabili che vuole essere modificata, il pavimento induce ad un continuo aggiustamento per mantenere l’equilibrio”  ”condividere implica saper accettare le sollecitazioni dell’altro”  ”non stasi ma azione, il condividere è muovere nuovamente dei passi/forse in volo

fase finale // rifletto  ad occhi chiusi”   “quando si esce dalla stanza da una parte rimane memoria (il vissuto dell’esperienza, le ricadute benefiche sulla comunità), ma dall’altra non c’è memoria fisica testimoniata da oggetti personali (solo il luogo della condivisione come ‘entità’ ne ha memoria: accoglie la nuova esperienza e la riconfigura/accomuna con quelle che già in precedenza si sono attuate e la predispone/mette in comune per le prossime“ 

segni visivi :

  • volto profilo/orecchio  (nella facciata fase iniziale)
  • tessere pavimento / texture frammenti    frame cinestetica del volo (nella facciata fase centrale)
  • volto fronte/occhi chiusi (nella facciata fase finale)
considerazioni finali (3° giorno) :
“La relazione di contesto per dar forma nelle cose e nei luoghi alla condivisione”. La rete collaborativa conforma le qualità degli ambienti e da esse ne è a sua volta conformata.
Gli arredi e gli spazi nella stanza della condivisione sono differenti dal normale, pongono dei modi d’uso che voglio favorire gli scambi relazionali. Sono metafore del valore del co-operare, quindi aumentano le loro prestazioni in fase di aggregazione. Si prestano a nuove configurazioni e usi se inter-connesse. Sono in tal senso “didattici”. Possiedono un’ elettronica sensibile e software (con modalità autoregolazione del sistema con filtri di qualità) in grado di interagire con le persone sollecitando l’accesso ad esperienze positive di rapporto con l’altro da sè.
Gli arredi e gli spazi sono in ‘stand by’, non sono in grado di fornire prestazioni finchè non si agisce con loro con dinamiche di gruppo. Gli schermi visualizzatori accettano il contributo del singolo inserendolo in una rete collaborativa e mostrando le interconnessioni.
Gli arredi e gli spazi hanno il ruolo di raccogliere, testimoniare, organizzare la memoria collettiva :: significare la condivisione.
Sono in continua scrittura dell’esperienza fornendo legami tra inizio e fine , tra ciò che è già stato e ciò che potrebbe essere condivisione.
tipologie di cose ::
  • vetrine ‘smart’
  • archivi ‘smart’
  • bacheche ‘smart’
  • sedute per parlare e ascoltare insieme (comfort sensoriale)
  • tavoli per poter operare scelte o accordi in comune ( prossemica relazionale)
  • visualizzatori di idee leggibili dal gruppo
  • microclima sensibile
  • porta/maniglia/soglia di accesso
  • porta/maniglia soglia di uscita
le qualità delle cose ::
  • mobili
  • aperte
  • pluri
  • non omogenee
  • favoriscono la manutenzione e si possono riparare
la domanda dell’ambiente “arredi e spazi per la condivisione” ::
  • nei modi d’uso con le cose possiamo apprendere come essere relazionali e collaborativi